Impressione, sole nascente

Impressione, sole nascente. Per la serata di ferragosto, un “editoriale sui generis”, quadro delle impressioni di queste prime settimane.

Mi sono preso il tempo in questi giorni di seguire più da vicino gli allenamenti della squadra. Volevo osservare, ascoltare, fare qualche domanda, raccogliere qualche idea nuova. Volevo conoscere. Agenda alla mano, pronto ad appuntarmi quante più cose possibile. Comincio a scrivere. Giovedì ore 19: l’allenamento inizia. Poche parole del mister, poi tutti sono già silenziosamente all’opera. Comincio a guardarmi intorno. Mi avvicino curioso a un primo gruppetto: distesi sui tappetini, intenti in una serie di esercizi fisici. Ogni tanto qualcuno abbozza una battuta, anche se la fatica dei piegamenti non lascia molto fiato per ridere. Meglio non disturbare: faccio qualche passo più in là. Un altro gruppetto è impegnato in un esercizio con la palla. Sono tutti concentratissimi. Intuisco un quadrato con alcuni giocatori agli angoli; alcuni lanciano la palla, altri fanno dei movimenti per riceverla, altri ancora corrono lungo i lati. Il mister dà qualche indicazione. Tutti fanno il loro esercizio, corrono, si danno suggerimenti a vicenda. C’è un ritmo intenso. Io ancora sto tentando di capire la sequenza dei movimenti… Mi arrendo! Ripiego facendo, nel frattempo, qualche foto. Sullo sfondo i portieri: da lontano intuisco delle figure che volano in aria a compiere parate. Il mister concede qualche minuto di pausa, poi si ricomincia. Cambiano gli esercizi, si passa al gioco a squadre: possesso palla, pochi tocchi; vince chi fa dieci passaggi di fila. Tutti corrono, si inseguono, si lanciano sugli avversari. Io passeggio a bordo campo, inizio intanto a pensare a cosa potrei raccontare della serata. Scatto ancora qualche altra foto.

Ormai è sera, la luce sta scendendo. Alzo, quasi per caso, gli occhi al cielo e vedo che il sole sta colorando di rosso le montagne che stanno sullo sfondo. Sono l’unico a potersi godere questo spettacolo: i ragazzi, testa bassa, continuano a rincorrere il pallone; io mi posso fermare invece un po’ a guardare. E a pensare. E’ un attimo… Forse mi spinge la mia passione per l’arte, ma mi prende all’istante la sensazione di essere proprio come di fronte a un quadro. Intuisco allora cosa fare, cosa dire! Mi dico di provare a lasciarmi guidare un po’ più dalle emozioni, mettendo da parte per un attimo la logica del resoconto, la fredda precisione dei dati, e fare proprio come di fronte a un’opera d’arte: guardarla e cercare di capirla, sì; ma, ancor più, lasciarsi stupire da quello che è lei stessa a suggerire. E mentre penso a tutto questo mi viene in mente, non so bene perché, il dipinto di Claude Monet: l’alba, con il suo sole rosso che sorge sul porto. Mi immagino allora per un attimo io stesso un impressionista. Ecco cosa voglio fare: cogliere l’impressione! Perché quello che vedo davanti a me è proprio una bella combinazioni di colori: “combinazione” di persone. Colori che si fondono in un unico disegno: quello di un gruppo che si sta formando. Colori nuovi: volti nuovi. Pennellate che si intrecciano: i primi passi insieme, i primi momenti condivisi; le prime parole, le prime battute, i primi incoraggiamenti reciproci. E c’è nello sfondo un unico colore: quello dell’entusiasmo, grande, che avvolge tutti. Dal fondale si vedono emergere le figure dei singoli, diversi, con la loro unicità; tutti portando le loro qualità. Ma c’è proporzione ed equilibrio nella composizione: è risultato dello sforzo comune, della condivisione di intenti, della consapevolezza dell’impegno.

Ho ancora il tempo di scambiare due parole con quanti sono impegnati nel recuperare dai loro acciacchi. Una piacevole conversazione: percepisco chiaramente la passione e la voglia di mettersi in gioco. Mi regalo così l’ultima impressione, l’ultimo colore della serata. E nel raccogliere quest’ultima emozione, ringrazio tra me e me il maestro e il suo quadro. Il parallelo mi sembra perfetto: quello che ho di fronte è proprio un sole che sorge; lo chiamo così: siamo all’inizio della storia, siamo “all’alba”… Ma già offre dei bei riflessi sull’acqua.

E’ tardi ormai, torno a casa. Un saluto e via. E nella strada del ritorno, trovo le parole di chiusura, quelle del pittore: “Ogni colore che noi vediamo nasce dall’influenza del suo vicino”. La trovo la metafora migliore per l’impressione finale di questo quadro, che riassume tutte quelle che ho raccontato. Un gruppo è prima di tutto relazione. E’ completarsi. Migliorarsi a vicenda. Questo ho visto. Questa l’impressione che il “sole nascente” mi ha regalato.   (stra)

Claude Monet, “Impressione, sole nascente”, 1872