L’ultimo saluto del suo Cavarzano a Bepi Bertoldin.

Sabato pomeriggio l’ulitmo saluto a Bepi Bertoldin. Un tappeto di fiori gialli e rossi, una maglia con il suo nome, mister Bepi, e lo stemma del Cavarzano sul feretro accolto all’ingresso della chiesa parrocchiale dall’abbraccio e dall’affetto di moltissimi amici e di numerosi piccoli calciatori del settore giovanile. Il saluto della sua Cavarzano per un amico che ha saputo lasciare un’impronta indelebile, nel cuore di tanti, trova la sintesi migliore nelle parole risuonate lungamente durante la celebrazione e nell’omelia del sacerdote, don Graziano Dalla Caneva, che di Bepi ha ricordato i tratti di sincera umanità e di incondizionata generosità, la rara capacità di apertura agli altri e la premura verso tutti. Soprattutto, il suo immancabile sorriso. Così, le parole della lettera di San Giovanni, poste all’inizio della liturgia, sembrano quasi cucite appositamente per l’occasione, intessute con quel filo che assume il colore dell’amore, tema che ha mosso il ricordo più vero di Bepi:

Questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.

Un invito esplicito ad aprire il proprio orizzonte ad intersecare l’orizzonte degli altri, nella dimensione della gratuità e della sincera attenzione che rende viva l’esistenza di ciascuno. Amore, come attenzione e premura verso chi ci sta accanto; amore, come tratto concreto, reso tangibile nell’incontro con il cuore degli altri: entrare in relazione, dunque, con chi ci è vicino, senza timore; in una relazione che sia piena, vera e sincera.

Parole che disegnano nel migliore dei modi il ricordo stesso di Bepi: lui che negli anni non ha mai mancato di fare un passo avanti verso gli altri; verso i giovani, in particolare. Un passo in quella che, a suo modo, può essere riletta come una sorta di missione che ha segnato la sua esistenza: insegnare, attraverso lo sport, proprio la vita, perchè i bambini e i ragazzi ne potessero cogliere l’essenza profonda, fondata com’è sui valori del rispetto reciproco, dell’amicizia e della lealtà. Essenza fatta, soprattutto, della capacità di regalare un sorriso: proprio quello che non è mai mancato, nell’incontro con chiunque, sul suo volto. Un sorriso che rimarrà ora necessariamente negli occhi e nel cuore di tutti quanti lo hanno conosciuto. Perchè la morte non è una fine, quanto piuttosto un andare oltre: la morte non cancella, offre piuttosto l’occasione di rivivere, di rileggere quanto affidato dal passato per procedere nel futuro. La morte non è andarsene: è semplicemente, nelle parole di S.Agostino, andare a vivere nella stanza accanto. E il bene dato, a grandi mani, a tutti, è ciò che assicura che la morte non può separaci davvero. Non può, perchè ciò che si regala agli altri, con affetto e sincerità, rimane per sempre. Ecco perchè il mitico Mister Bepi rimarrà nel cuore di tutti: perchè ha regalato affetto. Ha trasmesso il meglio della vita. A tanti. Con gioia. (stra)

Primo memorial “Stefano Bristot”. Pulcini in campo domenica 5 giugno.

Domenica 5 giugno si disputerà il primo memorial intitolato a Stefano Bristot, riservato ai piccoli atleti della categoria Pulcini. Appuntamento alle ore 9.30 al campo sportivo di Limana per le sedici le squadre che animeranno la giornata di calcio. Quattro i gironi: nel primo, si sfideranno Cavarzano Giallo, Cadore A, Valboite e Sois; nel secondo, Cavarzano Rosso, Cadore B, Alpago, Dolomiti Bellunesi C; nel terzo gruppo la sifda sarà tra Limana Giallo, Cavarzano Blu, Dolomiti A e Valbelluna, mentre nel quarto raggruppamento tra Limana Blu, Piave, Plavis e Dolomiti B.

Ciao, caro Bepi

Nelle prime ore della sera, la notizia della scomparsa di Bepi Bertoldin, storico allenatore e storica anima del Calcio Cavarzano. Trovare le parole giuste, in questi momenti, non è mai facile; ma lo è ancor di meno, in questo caso, per Bepi: ogni pensiero e ogni ricordo sarebbero di certo troppo imperfetti per provare a cogliere la grandezza e la profondità di un legame che intreccia la sua vita con la storia calcistica e personale dei moltissimi che lo hanno conosciuto, in questi anni. E, di certo, ogni parola sarebbe qui inevitabilmente troppo poco, di fronte al ricordo di una persona che ha dato così tanto, a tanti. Fallito il tentativo delle parole, anche il tentativo di istituirne un metro è non meno difficile. Così, nella semplicità delle parole, si potrebbe provare a dire qui: grandissimo. In cosa sta, però, davvero la grandezza? Lo dice l’esperienza stessa che ciascuno ha avuto la possibilità di vivere, nell’incontro -calcistico e umano- con Bepi. Nell’umiltà, la grandezza; questo il tratto più vivo del mitico Bepi: l’accostarsi a tutti con il sorriso, con l’umiltà fatta della sua semplicità, delle sue parole e dell’esempio. Da qui la sua grandezza, che tutti gli possiamo riconoscere.

Una sola è la certezza: quando se ne va qualcuno che il tempo della sua vita lo ha dedicato agli altri, con il sorriso, con l’entusiasmo vero e sincero, quando se ne va qualcuno che il suo tempo lo ha speso prendendosi il tempo di affacciarsi alle vite di tante altre persone, con quell’affetto incondizionato e gratuito, con la premura di chi insegna, prendendosi a cuore, davvero, chi ha di fronte, quando se ne vanno persone che, così facendo, hanno condiviso il meglio della vita, il vuoto risuona più forte. Ecco: dire grandissimo, assume il suo senso vero… quello che più si addice al tentativo di tratteggiare il ricordo di una persona che, inevitabilmente, rimarrà nel cuore di tutti noi. (stra)

Pronti a partire. Anzi, a ripartire. Le parole del presidente e del mister all’incontro di presentazione.

Pronti a ripartire. Il primo tassello della nuova Unione di Eccellenza è il mister, Massimiliano Parteli, che ha guidato i suoi al trionfo nella stagione appena conclusa. Rinnovata fiducia dalla società e, di converso, rinnovato entusiasmo del tecnico per la ripresa di una nuova avventura, alla quale ha contribuito in prima persona in maniera decisiva. A Ulisse Trezzi, presidente giallorossoblu, le prime parole di commento all’accordo raggiunto con il mister della promozione:

Soddisfatto – e sorridente – anche mister Parteli; queste le sue parole a domanda esplicita su quali motivazioni abbiano fatto maturare la sua decisione di rimanere alla guida del gruppo anche per la stagione ventura, visti i rumors che lo vedevano avvicinato da altre società:

 

Si riparte da Sua Eccellenza: si riparte da Parteli.

Si riparte da Parteli. A nemmeno sette giorni di distanza dall’ultima di campionato e dai relativi festeggiamenti, l’Unione ha già messo a segno il suo primo colpo vincente per la prossima annata. Il mister della promozione sarà infatti nuovamente Massimiliano Parteli: tassello oltremodo fondamentale per gettare le basi della nuova stagione. Dopo qualche giorno di riflessione, il tecnico ha detto ancora di sì. Così, al termine di una stagione davvero entusiasmante, il condottiero giallorossoblu ha resistito al canto di molte sirene e si è affidato al cuore, scegliendo di rimanere al comando dei suoi, pronto a solcare i mari dell’Eccellenza.

A Limana, l’incontro tra la società e il tecnico. A Ulisse Trezzi, presidente giallorossoblu, spettano le prime parole che danno l’annuncio della riconferma del mister: “Il primo tassello, fondamentale, per la nuova stagione l’abbiamo posto. Il nostro primo obiettivo, ancor prima d’ogni altra questione, era di confrontarci con Parteli per capire come ripartire, come poter programmare insieme il futuro. Ripartiamo da Parteli ed è una grande notizia per noi: perchè è un mister di grande esperienza, professionalità e ci ha dato tanto in questi anni. Concludo: non potevamo sperare in un inizio migliore. Ora, confermato il mister, cominceremo a lavorare per allestire una squadra che possa risultare all’altezza della categoria che abbiamo conquistato”.

Capita spesso -se non quasi sempre – che chi vince, lascia. E così, dopo aver portato in dote ben due promozioni, una sul fronte cavarzanese, un paio di stagioni fa, e la seconda regalando alla neonata Unione un successo senza precedenti, i motivi per decidere di lasciare da vincitore sarebbero stati più che leciti. Ma alla fine, cosa ha spinto Massimiliano Parteli a dire ancora di sì a questa squadra? Ha prevalso il cuore? “Sono contento. Ammetto che ero stanchissimo, al termine di questo campionato: è stato un anno passato al vertice, nel quale ci siamo spesi tantissimo. Mi sono preso un po’ di tempo per pensare e programmare il futuro. Ma la voglia di continuare ad allenare e, soprattutto, di continuare ad allenare questo gruppo, ha prevalso su ogni altro aspetto. E’ un gruppo che mi ha dato tantissimo quest’anno. Personalmente, non vedo l’ora di ricominciare”. (stra)

Sarà festa: per chiudere una stagione da favola, arriva la festa giallorossoblu. Il 12 giugno.

Save the date. Aprite l’agenda e cerchiate bene la data: domenica 12 giugno. La stagione sportiva sta vivendo ora le sue ultime battute e così, con l’arrivo dell’estate, ci sarà l’occasione per l’ultimo ritrovo tutti insieme; e per i saluti, prima di partire per le vacanze.

Come ogni anno, il settore giovanile organizza la sua festa di fine stagione. Appuntamento, quindi, al campo sportivo di Limana, domenica 12 giugno. Con l’occasione, una passerella per tutte le formazioni delle due società che da quest’anno stanno condividendo il loro percorso; poi tanti giochi e partitelle organizzate per far divertire i più piccoli. Infine, un saluto e un festeggiamento, ancora una volta, per la vittoria del campionato dell’Unione. Chiosco e pranzo, ovviamente non mancheranno.

Nelle prossime settimane sarà pubblicato il programma dettagliato degli eventi.

Non c’è due senza tre. In bacheca oggi un altro campionato vinto: quello dei Giovanissimi.

Non c’è due senza tre. Si usa dire così… E così possono dire, a pieno titolo, i giallorossi, al termine di questa penultima giornata di impegni sportivi. Il tris è servito: nella bacheca, oggi, al termine di una stagione strepitosa e semplicemente da record, arriva il terzo atteso trofeo. A portarlo a casa, per sistemarlo in bella vista a fianco della coppa che varrà l’Eccellenza e di quella che porterà il regionale agli Allievi, ci hanno pensato i Giovanissimi Under 15. La formazione allenata da Roberto Raschi e da Yuri Pianon ha battuto il LongaroneAlpina con dieci reti vedendosi consegnare, con un turno d’anticipo, il titolo di campioni. Al secondo posto, a breve distanza, si è piazzata la formazione del Limana allenata da mister Edotti, che ha disputato, al pari, un campionato di grande spessore.

La misura di questa stagione la danno i numeri. Dire grande, infatti, è poco perchè questo finale di stagione sta regalando un quadro davvero molto positivo; non solo il successo della formazione maggiore, certamente pirotecnico: anche tra i più giovani, infatti, le soddisfazioni non stanno per nulla mancando. Il medagliere, se così si può dire, sancisce che la strada intrapresa, caratterizzata dalla collaborazione tra le anime cavarzanese e limanese che ha preso avvio l’estate scorsa, è quella giusta. Il premio? Le grandi soddisfazioni di questa stagione: due tornei vinti, tra Allievi e Giovanissimi; il secondo posto, sempre nei Giovanissimi; la medaglia di bronzo per la Juniores Regionale. E ovviamente l’Eccellenza, per l’Unione. Nulla da aggiungere, più di questo… “Se son rose, fioriranno”. Non si dice così, in questi casi? (stra)

Allievi vincenti: oltre al campionato, arriva anche il trofeo FIGC.

Allievi doppiamente vincenti. Dopo la conquista del titolo nel campionato provinciale che varrà la partecipazione ai regionali nella prossima stagione, la formazione giallorossa concede il bis e porta a casa anche il trofeo “Dino De Benedetti”, organizzato dalla FIGC bellunese. La squadra allenata da Beppe Casarin si è imposta, questa mattina, sul prato di Cesiomaggiore, portando a casa il titolo nella sfida contro Juventina Mugnai, vinta dopo i calci di rigore.

Si chiude il campionato Juniores. Ai giallorossoblu la medaglia di bronzo.

Si è chiuso oggi pomeriggio il torneo dei giovani Juniores. Nell’ultima gara, il recupero della prima di ritorno non disputata a gennaio, i giallorossoblu si sono imposti per cinque reti a due sui cugini dell’Agordina. Tre a zero il punteggio alla fine del primo tempo, con le reti siglate, nell’ordine, da Faustini, Yussif e Comiotto; poi, l’allungo nella ripresa, con le reti di Perenzin e di Pilotti.

Un’annata da incorniciare quella la formazione allenata da mister Tormen: un girone d’andata strabiliante, che aveva proiettato i giallorossoblu in vetta; un paio di pareggi di troppo all’inizio del ritorno, con il sorpasso del Vazzola e del Conegliano; poi, la risalita, negli ultimi mesi. Così la fine del torneo sancisce un ottimo piazzamento: il terzo posto. Una medaglia di bronzo più che meritata, per un undici dalle ottime prospettive. E con la medaglia, non possono mancare i complimenti al mister e ai giocatori!

Nota dell’autore. A margine del campionato, un grazie – del tutto personale – raggiunga tutti quelli che hanno collaborato con me durante l’anno per costruire la narrazione della stagione delle giovanili; i racconti che abbiamo potuto offrire, in queste pagine, di tutte le partite, sono infatti il frutto di un prezioso lavoro di squadra; e in questo team di cronisti, il mio ringraziamento più grande non può che andare a Massimo De Pellegrin, per il suo contributo nella ricorstruzione delle cronache della juniores: un aiuto preziosissimo, ogni sabato pomeriggio. (stra)

Con la festa per l’Eccellenza, il saluto di Andrea Radrezza

Domani si chiuderà il campionato: un campionato assolutamente eccellente, meraviglioso, intensissimo; si chiuderà una stagione fatta di dieci mesi vissuti alla grande; si chiuderà con un successo trionfale, sperato e inseguito come non mai: un momento storico, un finale che ha mosso e infiammato un’intera stagione. Ma la vittoria coincide, proprio oggi, anche con l’annuncio di un addio: un chiodo appeso al muro, sul quale riporre gli scarpini.

L’addio al calcio giocato è quello di Andrea Radrezza, attaccante giallorossoblu classe ’89. In questa stagione, un serio infortunio rimediato in estate lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco, ma la sua carriera suona senza dubbio come lunga e maestosa: tecnica, fiuto del gol e tanta qualità, gli hanno permesso di calcare in lungo e in largo i campi della serie D: Jesolo, Fontanafredda ma, soprattutto, le stagioni che tutti ricordano al Belluno, del quale ha indossato la maglia per sette anni, dal 2007 al 2014, portando al braccio anche la fascia da capitano. Nelle ultime stagioni, poi, il passaggio ai lancieri del San Giorgio Sedico in Eccellenza, prima di approdare tra le fila del Limana.

Nel pomeriggio di domani, quindi, gli ultimi minuti di calcio giocato, con il saluto ad amici e tifosi, nella cornice della festa che è  stata preparata per la promozione. Una carriera da giocatore che si chiude nel migliore dei modi: con il successo conquistato in un campionato davvero spettacolare.  E se anche l’infortunio non gli ha permesso di giocare, non è stato per questo meno importante il contributo di Radre alla causa giallorossoblu: una presenza sempre importante e  positiva per i compagni e per tutto l’ambiente unionese. A Radre, con tutta la stima possibile, il nostro grazie!